Prendersi cura della natura [Bucolica]

Quando l'aia della mia casa è ancora scurita dagli ultimi passaggi della notte, gli uccelli sono silenziosi in qualche nido aggrappato al sottobosco del querceto. Sul lastricato di pietra, ghiacciato e poco fertile, semino chicchi misti di mandorle e farro, ghiande tritate e lenticchie in attesa che le cinciallegre e i pettirossi scendano a mangiare.

Ho cominciato seminando ai bordi del piazzale dove gli uccellini potevano volare senza paura e adesso spolvero manciate fin davanti la vetrata di casa. E loro si avvicinano perché neppure il cane da pastore è minaccioso con loro, li lascia fare. Vengono a prendersi pure qualche ceppo secco nella fioriera all'ingresso, scrutano il portale di tufo rosso, beccano l'acqua delle piccole pozzanghere ghiacciate della notte.

A cinque, a dieci, a quindici - a turni - rendono vivo questo posto e preparano l'animo dei bambini alla meraviglia e alla dolcezza. Soprattutto quando nevica!