La stella di Paoluccio
La sera prima della vigilia, Paolo ha visto dalla finestra una grossa stella lucente. Grande almeno come lo spazio a cerchio che definiscono due pollici e due indici accoppiati. La luna non poteva essere perché in questi giorni ce n'é meno di un quarto; e se fosse stata una stella, di quella grandezza, sarebbe stata come il sole...e sarebbe stato giorno...e quindi Paoluccio non sarebbe andato a dormire ma sarebbe tornato sul suo muretto a scaldarsi e a guardare le macchine passare.
E allora cos'era? Forse "…un segno di guerra!" ha pensato lui, “Tanti anni fa, per tre sere di fila, nel cielo comparvero luci a forma di falce e martello perché la Russi aveva vinto una guerra!”. Boh, io non ne so niente, ma va bene lo stesso.
Comunque, Paolo mi ha anticipato che sarebbe tornato a guardare il cielo per ritrovare quella stella, per capire da dove spunta e quando si spegne.
I fari delle discoteche, a volte, riaccendono lo stupore anche nelle persone spente dalle difficoltà della vita…magari, nella notte di Natale, un faro si accendeva, Paoluccio si meravigliava e nelle chiese si parlava di una cometa.
Campobasso, 25 dicembre 2017
