NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE

NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE
Coi suoi silenzi, il Molise è la terra del racconto. La taverna, la piazza, la chiesa, il gradone di casa, la bottega sono posti dove c’è sempre un pensiero da tramandare, una storia da condividere, una lacrima da piangere o un sorriso da rallegrare. È la terra del racconto perché, volendo, il ritmo del tempo consente di trovare anche un solo momento per parlare con le persone del posto e con quelle di fuori, con gli adulti e con i bambini.

La stella di Paoluccio


La sera prima della vigilia, Paolo ha visto dalla finestra una grossa stella lucente. Grande almeno come lo spazio a cerchio che definiscono due pollici e due indici accoppiati. La luna non poteva essere perché in questi giorni ce n'é meno di un quarto; e se fosse stata una stella, di quella grandezza, sarebbe stata come il sole...e sarebbe stato giorno...e quindi Paoluccio non sarebbe andato a dormire ma sarebbe tornato sul suo muretto a scaldarsi e a guardare le macchine passare.
E allora cos'era? Forse "…un segno di guerra!" ha pensato lui, “Tanti anni fa, per tre sere di fila, nel cielo comparvero luci a forma di falce e martello perché la Russi aveva vinto una guerra!”. Boh, io non ne so niente, ma va bene lo stesso.
Comunque, Paolo mi ha anticipato che sarebbe tornato a guardare il cielo per ritrovare quella stella, per capire da dove spunta e quando si spegne.
I fari delle discoteche, a volte, riaccendono lo stupore anche nelle persone spente dalle difficoltà della vita…magari, nella notte di Natale, un faro si accendeva, Paoluccio si meravigliava e nelle chiese si parlava di una cometa.

Campobasso, 25 dicembre 2017 

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