Bio
IL NARRATOGRAFO
Gli anziani dicono che N-A-R-R-A-T-O-G-R-A-F-O sia difficile da pronunciare. Per questo, quando mi presento, capita spesso di sentirmi rispondere:
«Sì, va bene... ma come ti chiami?»
Mi chiamo Stefano Di Maria e sono
Il Narratografo (articolo determinativo IL e Narratografo con lettera maiuscola)
Non per vanità, né per desiderio di distinguersi, ma perché Narratografo è una parola ideata da me nel 2017, nata dalla fusione tra NARRAtore e foTOGRAFO.
È un nome proprio creato per definire una figura originale: colui che unisce lo sguardo del fotografo e la sensibilità del narratore per raccontare persone, luoghi e memorie attraverso parole e immagini.
Il Narratografo non indica una professione né una categoria: non esistono “i narratografi”. Esiste Il Narratografo, con la sua storia, il suo percorso e il suo modo personale di osservare il mondo.
Un nome forse difficile da pronunciare, ma scelto perché non è importante ricordare me. È importante che non vengano dimenticate le storie.
Un percorso tra memoria, fotografia e territorio
Prima della nascita de Il Narratografo, il mio percorso era già rivolto alla ricerca della memoria dei luoghi e delle persone.
Nel 2009 nasce Cusarelle Cambuasciane, un progetto dedicato alla cultura popolare campobassana e alla valorizzazione del dialetto come patrimonio vivo della comunità.
Nel 2012 nasce ClickToNature, un progetto fotografico dedicato al racconto del Molise attraverso immagini, natura e osservazione del territorio.
Nel 2013 fondo l’associazione In Vista, con cui sviluppo attività legate alla fotografia, al trekking e alla conoscenza dei luoghi attraverso il cammino e la condivisione.
Accanto alla mia attività di ingegnere civile porto avanti Archiletture, uno spazio di ricerca dedicato al rapporto tra architettura, paesaggio e abitare. Un progetto nato dalla convinzione che ogni spazio costruito custodisca una storia e che una casa, come un racconto, sia fatta soprattutto delle vite che accoglie.
Da queste esperienze nasce nel 2017 Il Narratografo, la sintesi di uno sguardo costruito negli anni attraverso fotografia, scrittura, ricerca territoriale e incontri.
La fotografia che diventa racconto
Il percorso di Stefano Di Maria nasce dalla fotografia.
Fotografo perché la fotografia mi aiuta a non dimenticare.
Nel tempo, però, alcune immagini hanno chiesto una voce. Una fotografia poteva mostrare un volto o un paesaggio, ma una storia poteva restituire anche un ricordo, un’emozione, un legame invisibile.
Così è nata la scrittura.
Scrivo perché la scrittura mi aiuta a vedere.
Il Narratografo unisce questi due linguaggi: osserva la realtà con lo sguardo del fotografo e la attraversa con la sensibilità del narratore.
Non cerca soltanto immagini belle, ma storie vere. Non vuole fermare un luogo in una cartolina, ma raccontarne l’anima.
Un archivio di storie
Dal 2017 Il Narratografo raccoglie racconti, fotografie e appunti in un archivio narrativo in continua crescita. Un lavoro nato dai cammini, dagli incontri e dall’ascolto delle persone, che negli anni ha prodotto centinaia di storie dedicate soprattutto al Molise: ai suoi paesi, alle sue tradizioni, alla natura e alla memoria delle comunità.
La ricerca ha dato vita a pubblicazioni, raccolte narrative, eventi e percorsi di racconto.
Tra le pubblicazioni:
- Narratografie n°1 – Palladino Editore, 2019;
- Narratografie n°2 – Maccaturo e mascherina – Palladino Editore, 2020;
- Molistelle – Palladino Editore, 2021;
- Narratografie n°3 – Natale Naturale – Palladino Editore, 2023;
- L’età d’oro di una visione – Palladino Editore, 2024.
A queste si aggiungono le raccolte dedicate ai territori molisani e i Quaderni del Narratografo, una collana artigianale nata per custodire e condividere le molte storie raccolte negli anni.
Raccontare una terra significa raccontare le persone
Il cuore della ricerca de Il Narratografo è il Molise: una terra di montagne, piccoli borghi, natura selvaggia, partenze e ritorni.
Una terra dove ogni luogo conserva una memoria e dove la storia ufficiale lascia spazio a infinite storie minori: quelle degli anziani, dei mestieri dimenticati, delle famiglie, degli animali, delle case e delle comunità.
Per questo Il Narratografo non racconta soltanto luoghi, ma soprattutto il rapporto profondo tra le persone e gli ambienti che abitano.
Negli anni ha sviluppato incontri, percorsi narrativi e attività culturali collaborando con associazioni, scuole, comuni e realtà del territorio.
Tra le principali collaborazioni:
- G.S. Virtus, per il racconto dei valori dello sport, della comunità e della memoria collettiva;
- SimposioRipa, per la promozione culturale e territoriale;
- A.C.T. – Arti, Cinema e Teatro, attraverso i corsi di scrittura creativa per bambini e adulti;
- Associazione In Vista, attraverso il rapporto tra fotografia, natura e cammino;
- Museo dei Misteri e Il Diavolo dei Misteri, per la valorizzazione della tradizione del Corpus Domini di Campobasso;
- Il Villaggio della Cultura, attraverso il Il Villaggio della Cultura;
- "A scuola per abitare" con La scatola di Latta che promuove iniziative civico-culturali in tutta Italia, con un cuore che batte nel Salento e uno sguardo aperto sul mondo.;
Attraverso libri, fotografie, incontri, cammini e collaborazioni, Il Narratografo prova a trasformare la memoria in un bene condiviso.
Perché una storia, quando viene raccontata, non appartiene più soltanto a chi l’ha vissuta.
Diventa patrimonio di tutti.
E forse questo è il compito più importante de Il Narratografo:
fermare il tempo, non per conservarlo immobile, ma per ricordare chi siamo.
