NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE

NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE
Coi suoi silenzi, il Molise è la terra del racconto. La taverna, la piazza, la chiesa, il gradone di casa, la bottega sono posti dove c’è sempre un pensiero da tramandare, una storia da condividere, una lacrima da piangere o un sorriso da rallegrare. È la terra del racconto perché, volendo, il ritmo del tempo consente di trovare anche un solo momento per parlare con le persone del posto e con quelle di fuori, con gli adulti e con i bambini.

Cosa guardano?


Cosa guardano le mucche in sosta a Femminamorta?
Masticano e guardano.
Il vento gli muove l’erba e i fiori vicini e loro guardano oltre.
Le loro pance si gonfiano e si sgonfiano di aria, le corna sono lucide e riflettono la luce un po’ meno degli occhi grandi…che guardano.
Masticano così forte che la mandibola muove i campanacci, anche i più pesanti.
Ma il suono non gli distoglie lo sguardo.
I cavalli, dentro la pineta, sono di traverso al vento.
Loro lo sanno che è bello lasciarsi pettinare.
Sebbene non percepiscano le carezze del mandriano, si fanno investire dal vento.
E restano immobili fino a quando la loro posizione è la migliore.
E guardano pure loro.
Ma forse guardano verso le mucche e si chiedono:
“Ma cosa stanno guardando?”
Io guardo tutti: i cavalli e le mucche.
E penso che sarò di nuovo qui tra non meno di un anno, spero.

Femminamorta, 26 maggio 2017
(Prima di pranzo)

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