Gli amici della montagna
Se al mattino presto mi trovassi a bussare alla porta dei miei amici della montagna non verrebbe ad aprire nessuno. La loro casa, fin dall'alba, è la montagna.
Posso trovarli lì, al lavoro, tra mucche e cavalli selvatici, temprati dal freddo, dal vento, dal sole che batte severo.
Con i muscoli forti e asciutti, essenziali, stanno in silenzio; poche parole perché hanno capito che, in montagna, c'è poco da strillare: l'aria mangia le onde della voce e prevale su tutto il resto. Ce la fa a farsi sentire qualche campanaccio, qualche muggito, ma la quieta montagna sovrasta tutto.
I miei amici hanno gli occhi seri, capaci di distinguere l'animale nascosto negli arbusti più lontani. Conoscono il pericolo di ogni pendio e sanno che una bastonata decisa farà meno male, a una bestia distratta, di quanto potrebbe far male precipitare. E quindi sanno educare, sanno affezionarsi senza perdere il controllo.


