Maleducato è chi scrive sopra ai muri
Maleducato è chi scrive sopra ai muri. E sono tutti d’accordo su questa cosa qua perché, insomma, non si scrive sui muri. Perché se si scrive sui muri, c’è poco da fare, si è maleducati. E poi che senso ha scrivere sui muri? Pare che la carta e la penna non manca a nessuno...
Eppure, tutti gli anziani e gli adulti che fanno questa predica erano dei grandi scrittori sulle murature dei nostri borghi. Non ci credete? E io, allora, che ci vado a fare in giro per il Molise?
Cominciamo con i pastrocchi fatti con numeri civici, pure sui portali più eleganti. I paesi erano piccoli, le persone poche, ma i portalettere avevano bisogno di conoscere i numeri e le vie perché sulle buste da consegnare c’erano i nomi e i cognomi che, per il postino, non corrispondevano a nessuno degli abitanti che, invece, si distinguevano per i soprannomi. E allora il numero 1 di via Roma diventava il numero 15 di via Garibaldi che poi veniva trasformato nel n.115 di via Giolitti e così via, via per via! Bene, a me queste scritte piacciono moltissimo.
Il periodo delle migrazioni verso l’estero ha ispirato figli e sposi a scrivere promesse a spose e madri sopra i muri. Con la pittura rossa ed il pennello stretto, si allineavano scritte in maiuscolo piene di sentimenti e malinconie. Roba che mi è venuto da chiedermi ogni volta: ma poi, com’è andata a finire?
Intanto nascevano i bambini e, piano piano, diventavano ragazzi e poi maggiorenni. Raggiunta la maggiore età, i ragazzi della stessa classe (stesso anno di nascita) prendevano secchi di vernice rossa e pennelli e scrivevano, dovunque, W il 1941 ovvero il proprio anno di nascita (come nell'immagine di copertina). I nostri borghi sono pieni di queste scritte che nessuno più considera e di cui nessuno più conosce il significato.
L’influenza della politica sugli abitanti del Molise è stata più o meno significativa a seconda dei luoghi. Ci sono posti dove non c’è traccia di prese di posizione e ci sono altri posti dove si alternano falce e martelli, profili di Mussolini, pareri sulla Repubblica e sulla Monarchia dipinti sui portali come fecero gli ebrei con il sangue dell’agnello prima di fuggire dall’Egitto!
Non mancano pitture direttamente sulle porte per vietare la sosta o per dare avvertimenti a compaesani dispettosi. Scritte spesso arricchite da errori poetici che testimoniano come, col passare del tempo, gli errori si siano evoluti…in altri errori!
Chiudo con una curiosità per chi ha iniziato a seguirmi: il logo del narratografo, che sembra uno scarabocchio, in realtà l'ho trovato da qualche parte...
Campobasso, 12 settembre 2017




