La pietra - Lagrime e fiori
L’idea che i miei occhi e il mio cuore si confonderanno con la terra sembra illogica e contro ogni razionalità; eppure, un giorno o l’altro, sarò solamente un fertilizzante per nuove forme di vita. Magari un pezzetto di me sarà nel gambo di un fiore, un altro pezzetto sarà in un fiocco di neve, un altro ancora sarà la punta di una stalattite...mica male come prospettiva!
E continueranno a scrivere poesie su quello che sarà pianto e su quello che ci aspetta dall'altra parte. Si continuerà a ripetere a memoria l'attacco di 'A livella per poi perdersi nella confusione della memoria e raccontarne il contenuto a parole proprie. Ma ce ne sono tante altre di profonde composizioni sul momento più misterioso della vita:
“La morte non è niente,
sono solo passato dall’altra parte (…)”
H. S. Holland
“Credo che nessuno muoia
credo che l’anima in realtà
divenga un’ombra (…)”
C. Bramanti
“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne (…)”
C. Pavese
Se non ci fossero i libri di poesia, probabilmente, ce la caveremmo lo stesso in tema di trapasso. Basta varcare un cancello, farsi un segno di croce e visitare, come un borgo, i viali di un campo santo non necessariamente monumentale.
Quando vado a trovare i miei cari, distesi a riposare dopo aver vissuto intensamente, ne approfitto per leggere le storie di persone dei tempi andati. Cerco chi è nato prima di tutti o che è morto prima degli altri, quello che è nato il mio stesso giorno, quello che ha vissuto più anni o che ha vissuto meno giorni, quello che ha la foto più strana e che ha il nome più particolare. È un passatempo che, nell'orto della malinconia, fa tornare sereni e di buon umore.
Così facendo, ho conosciuto persone che non ci sono più, ho ascoltato modi di parlare desueti, ho dovuto immaginare una società e un modo di vivere diversi per capire certi dolori. Si parla di guerre, di valori umani e di malattie che ora si superano in una settimana ma che allora arrivavano come sciagure.
Ho raccolto, dunque, una serie di pensieri di chi rimase e voleva ricordare o, quantomeno, non dimenticare. È giusto che lasci spazio ai racconti delle foto.
Per facilitare la lettura, trascrivo i contenuti dove necessario.
Campobasso, 1 novembre 2017
QUI GIACE
LUIGI ***
NACQUE A CHAMBERY IL 24 OTTOBRE 1832
UOMO INTEGERRIMO VERO PATRIOTA
MILITO’ DA PRODE PER L’ITALIA
NELLE GUERRE DEL 1859, 1860, 1866
FU DECORATO
PER MERITO PROMOSSO CAPITANO
COLTO DA MORBO FERALE
MORI’ A CAMPOBASSO IL 18 MARZO 1883
IDA ***
CONSORTE INCONSOLABILE
POSE
1884
A
MARGHERITA ***
LEGGIADRISSIMO FIORELLINO
DAL PETTO AMOROSO DEI TUOI
COSI’ DURAMENTE E PER SEMPRE STRAPPATO
ANCHE DA LA DOVE TI TROVI
MANDA LORO, GRAMI,
L’INEFFABILE TUO SORRISO.
D.M.S.
OSSA
IOSEPHI PARENTIS INCOMPARABILIS
VIRI MIRAE INTEGRITATIS FIDEI
ET ELISAE SORORIS PIISSIMAE
HUC SUMMA CUM RELIGIONE ATQUE PIETATE
PR.NON.AUG.MCMVII TRANSFERENDA CURAVIT
ALOYSIUS NEBBIA INFELICISSIMUS
(a sinistra)
PATRI AURELIO *** A FOSSA ALTA
EX MINORUM OBSERVANTIUM FAMILIA
CARITATE MODESTIA PRUDENTIA DOCTRINA
APPRIME INSTRUCTO
REGULAE DIVI FRANCISCI OBSERVANTISSIMO
PROVINCIAE SANCTI FERDINANDI IN MOLISIA
DEFINITORI CUSTODI BIS MINISTRO PROVINCIALI
NATO XXI JULII MDCCCVI
MORTUO II OCTOBRIS MDCCCIXX
BENIAMINUS EJUS FRATER MOERENTISSIME
HOC MONUMENTUM
POSUIT
(a destra)
A NORINA ***
DI FORME ANGELICHE
D’INNATA E SOAVE DOCILITA’ DI ANIMO
DI MIRABILE ORGANO VOCALE FORNITA
CHE IN LUPARA VIDE SORGERE IL PRIMO SOLE
IL DI’ 4 NOVEMBRE 1837
E L’ULTIMO TRAMONTO IN CAMPOBASSO
IL DI’ 14 NOVEMBRE 1845
OVE LA SEDULA CURA DE’ GENITORI LA TENEVA
AD ISTRUZIONE E MAGGIORE INCIVILIMENTO
LUIGI E TERESINA LEMBO
DOLENTISSIMI
POSERO QUESTO SARCOFAGO




















