La pietra - Il passo delle scale
Intrecciati come i panieri di salice, i vicoli dei borghi impagliano
la forma delle colline a giri concentrici, distanziati dello spessore di
una cortina di case. Parti da giù e sali, entrando in un risucchio di curiosità
che ti trascina come faceva la Vite di Archimede con la sabbia.
Col fiatone, cammini e incontri la specie dei molisani,
accomodati fuori alle porte e immobili come statuette ma spigliati nella parola
come i programmi radiofonici.
Passi e si crea il silenzio, devono capire chi
sei. Ti fissano come gli animali selvatici che scorgono un ospite insolito nel
loro bosco. Dura qualche secondo la timidezza e nasce la confidenza. Ma bisogna
ripartire, riprendere il canale di viottoli che ti porta in cima.
I miei paesi sono estratti dalle cave di roccia e sagomati
sulla terra; sono la definizione sintetica della fatica, i cui vocaboli sono i
gradini e ogni luogo ha una sua espressione con cui leggerla. Tutto dipende dal
passo: puoi cominciare con un passo e portarlo fin su…o fin giù. Alcune scale
sono strette nel passo e ogni gradino non dà riposo. In altre, sali col destro,
riposa il sinistro e risali col destro. Altre sono passeggiate. Certe, invece, diventano sedili temporanei!
Salire dà una voce al borgo che è diversa da quando si
scende; se passi con gli zoccoli, con gli scarponi o con i tacchi cambiano i
suoni. Ed è ancora diverso se passa il bambino, il giovane, lo zoppo, l’uomo
col bastone o l’abitante col carico di legna. Il cane, pure, si sente; il gatto
no!
Le scale hanno fortificato le ginocchia o hanno sgambettato
il cammino procurando cadute rovinose. Hanno modellato i polmoni e le narici
per immagazzinare aria. Le scale hanno reso una razza quella dei molisani!
Nelle parti nuove delle città non se ne trovano più di scale
e, quelle poche che ci sono, non parlano perché c’è troppo rumore. È
importante, però, sapere che la nostra è proprio una riserva protetta, un
parco di scalinate a cielo aperto. Andateci quando non sapete riconoscere i
vostri passi, quando non sapete come parla il vostro cammino. Comprenderete
qualcosa di più del tempo, degli spazi e di un modo di vivere più disteso
seppure più faticoso: qui in Molise, la
vita è una scala che gira!
Campobasso, 20
gennaio 2018

