Io. Nel Mediterraneo. Io, ho paura del Mediterraneo.
Io. Proprio io. Io che mi chiamo Stefano. Io, una persona specifica come te, non un "bianco". Non un pezzo della massa ma una persona insieme a tante. Chiaro? Nome, cognome, data di nascita e una vita a disposizione.
Io ho paura delle onde del mare anche quando tocco con le punte. Io non mi tuffo neanche dal pedalò e vado in ansia quando resto a galla col giubetto arancione del salvataggio.
Io ho paura del mare profondo tanto quanto ho paura della morte. Per me possono essere sinonimi.
Io, sempre io, avrei il terrore a puntare verso la Sicilia. Piuttosto resterei in Africa a meno che l'Africa non fosse un altro sinonimo di morte e, per restare vivo, da qualche parte dovrei fuggire.
Io, Stefano, ho paura delle onde che vengono a prendermi e mi spingono e mi trascinano. Ho paura dell'acqua che stratifica sulla testa. Ho paura degli occhi che non vedono più. Ho paura delle narici che faticano a tapparsi e della bocca che prima o poi deve prendere ossigeno, consapevolmente, per l'ultima volta. Ho paura delle mani che non sanno aggrapparsi all'acqua che sfugge e dei piedi che non trovano gradini per risalire.
Io ho paura della morte.
Del mare.
Forse anche dell'Africa.
E come me ha paura ognuno di loro, con il proprio nome, il proprio cognome e la propria, unica, vita.
Italia, 11 giugno 2018

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