La tunzella
Popolana, vaiassa, maligna: la tunzella non è arrabbiata, non ha bisogno di mantenere le sopracciglia aggrottate. La tunzella è sicura, è smaliziata, disincantata. Ha visto e vissuto il peggio. Tante volte lo ha procurato.
È talmente sporca che niente la sorprende e nulla la farà ridere perché l’allegria non le appartiene. Cuore di carbone, anima di fumo, occhi da fattucchiera. Una postura invadente che mette soggezione anche all’uomo più bestia della bettola.
La tunzella è lei stessa una sfida. Pensate mica che la spaventi una tentazione?! Lei è il peccato, con tratti somatici poco garbati eppure affascina. Porta il buio sotto la luce del sole.
La tunzella, semmai dovesse ridere, non lo farebbe perché ha ceduto: riderebbe dopo aver strappato un’anima e scenderebbe in mezzo al popolo cercando qualcuno col coraggio di guardarla negli occhi. La tunzella.
Campobasso, 29 novembre 2018
