NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE

NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE
Coi suoi silenzi, il Molise è la terra del racconto. La taverna, la piazza, la chiesa, il gradone di casa, la bottega sono posti dove c’è sempre un pensiero da tramandare, una storia da condividere, una lacrima da piangere o un sorriso da rallegrare. È la terra del racconto perché, volendo, il ritmo del tempo consente di trovare anche un solo momento per parlare con le persone del posto e con quelle di fuori, con gli adulti e con i bambini.

La zuppetta

Mutandoni e maglia di lana; un pigiama da un pacco americano, calze massicce filate a cinque ferri e berretto infeltrito. Sono dentro il letto, sotto coperte intere, o tagliate a spezzoni, così da fare spessore, così da fare calore. Avvicino i piedi al mattone cotto dentro al fuoco che lascia rapidamente tepore al materasso.


La finestra accanto al letto ulula e trema per il vento freddo che la mortifica: la colpa è mia che non le ho accostato le persiane ma ho desiderio di vedere fioccare la prima neve di questo inverno. La voglio vedere mentre mi addormento e voglio contare, una per una, le pantacce spugnose che si aggrappano al vetro rendendo opaca la sua anima trasparente. È notte. Chiudo gli occhi.


Apro gli occhi. La luce è forte, perfettamente bianca. Acceca, ma lo fa così delicatamente che l’umore del risveglio è positivo. Sollevando le coperte perdo il calore della notte e corro al fuoco del camino con le mani in avanti.
Mio padre sorride e aspetta, invano, il buongiorno.
Il caffè in polvere è ancora separato dall'acqua.


Mia madre apre la finestra sigillata dal ghiaccio e col mestolo solca la neve superficiale per poter riempire la ciotola. Tolgo dal fuoco il caffè, brontolone nella bomba di latta, e lo verso nella ciotola di neve.
“Chi vuole un poco di zuppetta?”


Stamattina si fa colazione con neve e caffè…niente latte mentre il pane più secco lo lasceremo fuori alla finestra, per gli uccelli. Eccoli che arrivano a terra, beccano e volano via. Volo via anche io.


Sono tornato, per le feste di Natale. La mia casa è cambiata. Dico buongiorno a mio padre. Mia madre è cresciuta e sta preparando la zuppetta ai miei figli:


“Per voi che siete piccoli, solo zucchero e neve!”

Campobasso, 4 gennaio 2019


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