NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE

NARRATOGRAFO, IL CANTASTORIE DEL MOLISE
Coi suoi silenzi, il Molise è la terra del racconto. La taverna, la piazza, la chiesa, il gradone di casa, la bottega sono posti dove c’è sempre un pensiero da tramandare, una storia da condividere, una lacrima da piangere o un sorriso da rallegrare. È la terra del racconto perché, volendo, il ritmo del tempo consente di trovare anche un solo momento per parlare con le persone del posto e con quelle di fuori, con gli adulti e con i bambini.

Transumanza, il motore della terra

Da quello che so io, la terra aveva smesso di girare e stava perdendo l’equilibrio come una trottola disorientata attorno al suo bastoncino. Il masso di roccia e acqua barcollava, ubriaco, nel vuoto dell’universo portandosi aggrappate tutte le creature che ancora non avevano conosciuto neppure Noè.


Il rumine delle vacche faceva masticare a vuoto le bestie che, da un po’, scavavano col muso nella terra ma non trovavano più neanche radici da mangiare: la speranza era oltre la collina. E mille mucche hanno quattromila zampe! E quattromila zampe, se camminano, spingono la terra al punto che può riprendere a rotolare come fa un roditore nella sua giostra.


Diciamoci la verità: il mondo non è caduto nel fondo dell’universo perché le mucche lo hanno rimesso in rotazione. A seguire anche le pecore, gli gnu, le zebre, le renne, i cammelli, ma pure i pesci di ogni specie e gli stormi di uccelli hanno capito che l’unica maniera per restare in vita era quella di spostarsi, di tanto in tanto, per muovere la terra. Un po’ come quando si dà la corda a un orologio meccanico.


Se la nostra madre è la terra, le nostre balie sono le mucche che ci hanno allattato e ci hanno fatto dondolare attorno al sole. Per questo la mucca è sacra. Il mandriano è un fervido “credente”, disposto a fare sacrificio delle proprie energie affinché la terra venga stimolata, stagionalmente, a girare ancora. Segue la dottrina della mucca sacra e spinge piccole zolle di terra con la forza limitata di due ginocchia sgranate e la puntura di un bastone nel fango. Transumare è il solstizio dell’anima e segna il tempo e riconcilia l’egoistica esistenza con la natura generosa. È un atto di ribellione della bestia contro l’universo indifferente ed è l’ultima speranza prima che il mondo smetta di girare e vada giù, come un uovo, contro il pavimento dello spazio.


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