Coronavirus - La terra di mio nonno
La terra di mio nonno è quadrata e sta in salita. È aggrappata alla collina, perciò le sue pecore si stancano a fare sopra e sotto; anche perché devono evitare le galline che girano per il prato come fossero ubriache.
Nella terra di mio nonno non ci posso giocare col pallone perché: o va a finire nel fiume, o nel bosco;
Nella terra di mio nonno non ci posso giocare col pallone perché: o va a finire nel fiume, o nel bosco;
se tiro più forte, il pallone finisce nel grano del vicino o sui binari della ferrovia. Questo ci sta lungo i quattro lati: acqua che scorre, chiome che frusciano, spighe verdi e rotaie di ferro.
Nella grossa pezza di terra, mio nonno ha due case: la prima era del padre di suo padre. È rosa e siccome è vecchia assai, c'ha messo ad abitare le galline e le pecore. Ognuno con la porta sua!
Nella grossa pezza di terra, mio nonno ha due case: la prima era del padre di suo padre. È rosa e siccome è vecchia assai, c'ha messo ad abitare le galline e le pecore. Ognuno con la porta sua!
Nell'altra casa, quella nuova, fino all'altro giorno ci abitavano solo lui e la nonna. Adesso però corre il virus e siamo venuti ad abitarci pure noi. Di fatti, qua in in campagna l'aria è buona e non passa proprio nessuno!
In queste giornate senza scuola, passo il tempo a controllare le pecore perché non devono mangiare l'erba medica sennò si gonfiano...e si schiattano!
Raccolgo la verdura di campo, ma solo quella che mi indica nonna...poi, che faccio più?
Ah, si, vado con nonno a prendere le uova oppure tosiamo le pecore. Cioè lui le tosa, io guardo.
E questo faccio, in questa terra quadrata dove c’è il sole per tutto il tempo e il tramonto non arriva se prima non sono passati i due treni e una littorina del pomeriggio.
Vinchiaturo, 21 marzo 2020
La lettura del racconto può essere ascoltata dal minuto 47 del podcast



